sandro.sacchetti@dada.it
® Tutte le immagini sono utilizzabili esclusivamente a scopo didattico, previa intesa con l'autore.

"A quarant'anni ho cominciato a comprendere le mie sensazioni, a sapere cosa stavo guardando, ma soltanto vagamente. A cinquant'anni ho formulato l'idea di unità, ma senza essere capace di rappresentarla. Adesso, a sessanta, comincio a capire come rappresentarla." Camille Pissarro 1890.

lunedì 22 maggio 2017

Prorogata l mostra a San Miniato "In Natura In arte, gli abitanti delle rocche" nella bellissima cornice della Torre Federiciana. Apertura h. 10-19 fino al 15 Settembre (chiuso il lunedì)


Roccia, blocco di pietra affiorante, aggregato omogeneo, dal latino rocca [dal fr. roche, che ha lo stesso etimo dell'ital. ròcca]. Queste classificazione etimologiche poco devono interessare agli animali e alle piante selvatici che in modo spontaneo hanno colonizzato roccaforti e bastioni nei secoli passati fino ad oggi. Non è difficile immaginare la ragione di questo nella natura stessa delle rocche, in molti aspetti simile alle pareti rocciose naturali; ancora più vero in quanto anni e secoli di abbandono hanno trasformato questi imponenti manufatti in ruderi e la vegetazione, come muschi, licheni ed anche piccole piante pioniere, pian piano hanno colonizzato ogni anfratto. Ma la ragione di tanto interesse, in particolare da parte degli animali volanti (chirotteri e uccelli), risiede nella semplice struttura verticale che innalza il punto di vista verso l'area circostante, che poi è anche la ragione della loro edificazione. 
Cosa c'è di più interessante per un rapace del poter individuare le proprie prede da una postazione dominante, mantenendosi al tempo stesso al sicuro dall'essere esso stesso predato? In pratica le rocche servono agli uccelli come posatoio occasionale e come rifugio per un eventuale nido nei loro anfratti; i rapaci diurni passano la notte appollaiati nelle cavità mentre i gufi partono all'imbrunire per la caccia. 
Rondoni, storni, taccole e altri animali si adattano alle rocche come farebbero su una parete rocciosa, e alcune di queste specie hanno certamente tratto vantaggio dal moltiplicarsi di pareti artificiali. Non è detto che questo valga per tutte le specie, qualcuna meno confidente e rara non ama la presenza troppo ravvicinata dell'uomo e continuerà a vivere appartata sulle pareti naturali, ma è noto come su monumenti dalla struttura importate, come il Duomo di Firenze, in tempi storici il gufo reale abbia dimorato a lungo, e oggi viva e si riproduca una coppia di falco pellegrino. 
A noi che le abbiamo costruite e le costruiamo così alte e imponenti poco interessa se serviranno da rifugio ad altri esseri viventi, e questo forse neanche conta molto. L'importante è avere la consapevolezza più generale che ogni nostra creazione, sia essa piccola come un ponte o una casa o grandiosa come una roccaforte, coinvolgerà in un modo o nell'altro gli altri inquilini di questo nostro pianeta. 

Alba all'Elba (collezione privata) acrilico su tela
Giovani allocchi, acquerello
La caccia del barbagianni, colori ad acqua (parte di una tavola dedicata alla predazione dei rapaci notturni)
Chirotteri italiani, acquerello
Rondoni euroasiatici (accidentali in Italia), acquerello e tempera Quaderni di Birdwatching 14 Ebn Italia
Rondoni europei Quaderni di Birdwatching 14 Ebn Italia

Nessun commento:

Posta un commento